Bővebb ismertető
I.
Settanta anni fa, Francesco Bock, studiando i tesori d'arte della Basilica di Esztergom in Ungheria, osservo un genere di smalto, la técnica del quale era completamente sconosciuta agli studiosi di storia dell'arte/
Era 1'epoca nella quale tutti ammiravano ciecamente lo splendore meraviglioso degli smalti bizantini, la finezza di quelli limogini e la técnica senza pan degli smalti a basso rilievo di Siena. Cosicch ; produsse impressione enorme quando il Bock dichiaro di aver osservato su alcuni calici ungheresi un genere di smalto che per bellezza di esecuzione, per efietto artístico e per perfezione, non era per nulla inferiore agli smalti di Bisanzio, di Limoges e di Siena.
Nei sette decenni trascorsi dalla scoperta di questa técnica dello smalto, fino ai giorni nostri, storici d'arte ungheresi e stranieri si sono dedicati con particolare intéressé alio studio dello smalto filogranato. Tra i molti ricorderemo Jules Labarte, Bruno Bucher, Emile Molinier, Alwin Schultz, Otto Falke, Ervin Hintze, Marc Rosenberg, Willy Burger, Joseph Braun,^ insomma quasi tutti coloro che nel cinquantennio passato si distinsero per ricerche nel campo della storia deH'oreficeria. Per tal modo i problemi dell'origine, dello sviluppo e della d fusione dello smalto filogranato vennero a trovarsi continuamente in primo piano nelle ricerche di storia dell'arte.
Si deve a questo vivo interessamento se il numero delle opere di oreficeria ornate di smalto filogranato, scoperte da Bock, salisse ai tempi di Amoldo Ipolyi a 17,^ a 24 quando apparve la pubblicazione di Carlo Pulszky,"^ a 64 nello studio riassuntivo di Giuseppe Hampel,^ ed a circa 200 ai giorni nostri.
La maggior parte di queste opere d'arte e conservata nei tesori di chiese ungheresi, ma se ne trovano anche nelle chiese deirAustria, della Germania, della Boemia e della Polonia.