Bővebb ismertető
La metafisica dei sensi
La villa Valmarana "ai Nani' presso Vicenza e una delle ville venete piu famose del mondo e una delle piu semplici. Si entra in un giardino, molto fio-rito ma non grande, recintato da un muro su cui stanno ritte le statue degli ometti grotteschi che hanno dato alla villa il nome popolare. A sinistra e la "fo-resteria', un edificio lungo e basso ; in fondo e la "pa-lazzina', l'edificio maggiore. L'architettura e sobria. L'insieme rientra nella regola delle ville venete, con-venienti alio spirito del paese quando vogliono essere nient'altro che dimore di 'gentiluomini', e stonate nei rari casi nei quali aspirano ad essere "principesche".
Nei due edifici, palazzina e foresteria, si manifesta il genio di adattamento del Tiepolo. II Morassi ha ristabilito la data degli afireschi che 11 decorano: e il 1757, quando il pittore aveva sessantun anni. Ve-niva dalla Residenza di Würzburg, dove aveva co-perto di immensi afireschi lo scalone e la sala Imperiale. A Würzburg aveva raggiunto, come richiedeva la sede, il massimo della sua eloquenza figurativa e della sua fantasia apologética. In quella reggia aveva toccato il suo meglio il pittore addestrato a dipingere nello stesso modo le apoteosi dei potenti mondani e le assunzioni della Vergine, in cieli vorticosi nei quali ruotano, mescolati alle nubi, figure alate, simboli, di-vinita, cavalli scalpitanti nei vuoto. Ma nella villa Valmarana, con il figlio Domenico, adegua i soggetti e lo Stile al nuovo incarico di abbellire le stanze della dimora suburbana di un gentiluomo vicentino. Ora il precetto e un altro, la familiarita elegante. Sceglie alcuni soggetti congeniali aUa sua natura di grande il-lustratore: i quattro maggiori poemi cari al suo secolo, Vlliade, YEneide, VOrlando, la Gerusalemme, uno per stanza, al pianterreno della costruzione maggiore; il sacrificio di Ifigenia, a lieto fine, nella sala centrale. Lascia al figlio Domenico quasi tutta la^ foresteria. Non sono piu vasti soffitti che si guardano da lontano, situati in maniera da esigere scorci virtuosi,
portenti illusionistici. Qui gli afireschi sono vicini a chi entra nelle stanze, le figure divine e umane gli staimo accanto quasi alia stessa altezza, e la loro azio-ne si svolge su piani paralleli ai muri. Si ha gia qual-cosa d'intermedio tra la pittura di palazzo che si associa comunemente all'idea delTaffresco e la pittura piu moderna di cavaUetto destinata a ornare l'appar-tamento signorile. Gli stessi temi infatti sono stati svolti altre volte dal Tiepolo, ma quasi sempre in quadri. Il Settecento non e mai tanto attraente come quando lascia le chiese e i palazzi e innesta in un tessuto aristocrático i preawisi della civilta borghese, col suo gusto dell'arte come viaggio nella propria stanza, invito all'evasione, strumento d'intonazione dei sogni e oggetto di "consumo immediato del cuore".
E questo il Tiepolo che mi piacé di piu, o almeno quello che frequento piu volentieri, mentre di fronte all'altro Tiepolo, quello chiamato a dare prova d'una bravura di scenografo senza eguali, passo con una ammirazione distratta. La qualita pittorica e Testro inventivo rimangono sempre gli stessi, ed aveva ragione quel ministro di Svezia, che lo raccomandava al re decantandone " l'esuberanza infinita, il colore splendente, la rapidita incredibile", per cui "impie-gava meno tempo a dipingere un quadro che un altro a stemperare i colori". Non riesco pero a trovare nes-sun aggancio con queste opere di alta recitazione intorno a cui sentó crepitare gli applausi. Non riesco, per esempio, a prendere contatto col Tiepolo pittore di grandi scene religiose. Il Tiepolo era certo religioso come persona, ma il sentimento religioso e subito con-gelato quando lo esibisce in pitture. II suo genio pit-torico prendeva irresistibilmente altre vie. Correva dov'era portato, nei fantástico e nei sensuale, distan-ziandosi dal proprio oggetto. Non ho mai potuto, del resto, provare simpatía per la pittura religiosa italiana dopo la Controriforma, fuorché nei casi dove esprime la nevrastenia e il terrore. La trovo tanto piu irri-